Laici, importante dono di Dio

I partecipanti a un corso fidanzati, appartenenti a un gruppo di nuova generazione emigrata a Basilea

Il 1 giugno 1905 moriva a Piacenza monsignor Giovanni Battista Scalabrini, fondatore della congregazione dei missionari di San Carlo. In occasione della festa del Padre dei migranti, ecco il messaggio di padre Mauro Lazzarato, superiore dei missionari di Europa e Africa

Una nuova riflessione di padre Mauro Lazzarato, superiore regionale dei missionari scalabriniani di Europa e Africa, in occasione del 116° anniversario della nascita al Cielo del beato Giovanni Battista Scalabrini, fondatore della congregazione dei missionari di San Carlo per i migranti. Come già il messaggio del superiore generale padre Leonir Chiarello (dal titolo A cercare nuovo gregge), anche il contributo di padre Lazzarato focalizza l’attenzione sul fondamentale contributo dei laici all’evangelizzazione. Eccone alcuni estratti.

Lo sviluppo di un laicato scalabriniano

«Com’è noto, nel 1889 Scalabrini fonda l’Associazione di Patronato, più tardi designata come Società San Raffaele (1894), per estendere all’Italia la rete di assistenza e tutela dei migranti e delle loro famiglie già attiva in Europa, soprattutto nei porti di partenza e di arrivo (es. Genova-New York) del grande esodo della seconda metà dell’Ottocento.

Scalabrini teneva in gran conto il ruolo specifico e competente dei laici, nella difesa della dignità umana e della protezione dei migranti e delle loro famiglie dai “sensali di carne umana” e dai trafficanti di esseri umani (presenti allora e, purtroppo, ancora oggi!). La San Raffaele fu attiva fino ai primi anni del 1920.

(…) In seguito, in Congregazione, sorgeranno anche altre iniziative di laicato organizzato fino ad arrivare ai primi anni Novanta del Novecento, quando prenderà piede la promozione della formazione e dello sviluppo di un movimento laicale, per un loro coinvolgimento nell’approccio scalabriniano alla missione tra i migranti, i rifugiati e i marittimi».

Una spiritualità per i laici

«L’avvento dell’ASCS nel 2004 ha favorito il cammino appassionato di laici e laiche, adulti e giovani, nel Volontariato Missionario Internazionale attraverso la cura della formazione e l’invio di un numero crescente di forze in Africa e nelle Americhe, fino a condividere questa ‘risorsa’ con l’intera Congregazione. 

Dalla costituzione della Regione, abbiamo al nostro attivo alcuni momenti promozionali importanti (…). Il patrimonio ereditato da questo fermento è costituito da due convinzioni: che sia di estrema attualità il ruolo del laicato nella cura umana, sociale e culturale dei migranti e che anche i laici possono abbeverarsi alla sorgente del carisma scalabriniano e alla spiritualità del Beato Fondatore.

(…) penso sia opportuno sottolineare innanzitutto come i laici non siano stati solo il frutto dell’intuizione di qualcuno o un’invenzione funzionale, ma un dono importante con cui Dio è venuto incontro all’aggiornamento continuo della nostra missione nel mondo».

Una testimonianza di vita fraterna

«Se è vero che nel laicato è presente un aiuto nuovo (e profetico!) offerto dallo Spirito Santo alla Congregazione, è vero anche che nella relazione con loro c’è per noi un campo missionario che non viene mai meno, a partire dall’accompagnamento proprio dei laici nella loro specifica vocazione ecclesiale, perché trovino anche con il nostro aiuto e con una più esplicita e appassionata testimonianza del carisma da parte nostra, più gioia e sicurezza nello svolgere il loro servizio, fino al rafforzamento della nostra ‘diaconia’ tra i migranti.

Sono convinto che, con i laici, la nostra azione missionaria possa diventare più profetica e le nostre comunità apostoliche possano essere spronate ad una testimonianza di vita fraterna e carismatica più autentiche!».

Auguri ai nostri confratelli

«La memoria del fondatore (…) accresca in noi il desiderio dell’incontro per una fraternità più intensa, di un dialogo aperto e sincero che valorizzi la nostra convivenza e di una disponibilità all’annuncio del carisma attraverso una vita personale e fraterna in comunità, che lo corrisponda. 

In questo giorno di festa eleviamo a Dio il nostro rendimento di grazie per i religiosi studenti Gabriel Battistella, Do Cong Luan, Bonaventura Julung, Jovannie Serrano Postrano che fanno la professione perpetua. È un motivo di gioia e di grande speranza per la nostra famiglia».