L’Annual Report 2020 dello Scalabrini Centre of Cape Town

I partecipanti a un corso fidanzati, appartenenti a un gruppo di nuova generazione emigrata a Basilea

È disponibile online il documento che raccoglie iniziative e risultati del centro scalabriniano che supporta migranti e rifugiati in Sudafrica

Anche quest’anno lo Scalabrini Centre of Cape Town (SCCT), il centro scalabriniano che supporta migranti e rifugiati in Sudafrica, ha pubblicato il suo Annual Report sulle iniziative intraprese in aree chiavedella tutela e dello sviluppo come quelli di Paralegal and Advocacy/Research, Well-Being and Protection e Socio-Economic Integration.

Migliaia di persone aiutate

Durante il 2020 il centro ha ad esempio assistito attraverso il programma Welfare più di 9mila persone offrendo beni di prima necessità come cibo, elettricità o acqua, e più di 1.300 attraverso servizi di patrocinio. La pandemia ha ovviamente avuto un impatto profondo tanto sui servizi quanto sugli assistiti dello Scalabrini Centre.

La realtà scalabriniana è stata testimone allo stesso tempo di cadute in un bisogno disperato, quando il lavoro di molti è scomparso durante il blocco nazionale, come anche di innovazione e resilienza. L’aggiornamento dei programmi online, che rifletteva le lotte contro una disoccupazione dilagante, è andato di pari passo con l’adattamento alla nuova realtà dell’assistenza alle popolazioni migranti e rifugiate in Sudafrica: solo tra aprile e agosto 2020 lo stesso programma Welfare ha fornito aiuti diretti a più di 5mila persone (di solito nello stesso periodo il numero si attesta a 300).

Due documentari: Spaza e Goods

«Un bellissimo fenomeno che è emerso in mezzo alle difficoltà del 2020 è stata una generosità inaspettata per coloro che sono stati maggiormente colpiti dalla pandemia – scrive nell’introduzione la direttrice Miranda MadikaneSe sei mai stato lontano da casa, saprai che la generosità degli sconosciuti è un bene molto speciale e potente». Una disponibilità organica, proveniente da tutti gli angoli della società e che si espressa anche attraverso campagne di crowd-funding (come Artists4Equity) e donazioni autonome.

Nel 2020 lo Scalabrini Centre ha realizzato due documentari liberamente disponibili online: Spaza (che racconta il corso gestito da negozianti somali per contrastare la xenofobia e ampliare le opportunità di lavoro per tutti in Sudafrica) e Goods (che descrive il ruolo vitale dei piccoli negozi di alimentari e articoli per la casa sparsi in tutto il Sudafrica, fino ai villaggi più remoti). Di tutto questo il report dà conto offrendo dati, testimonianze e riflessioni da parte dei direttori delle sue aree.

Dal 1994 formazione e assistenza ai migranti

Lo Scalabrini Centre of Cape Town nasce per seguire i programmi di accoglienza e sviluppo finalizzati al benessere, alla formazione e all’assistenza degli emigrati a Cape Town. Dall’iniziale assistenza religiosa alle diverse comunità di migranti, nel 1994, i missionari scalabriniani sono infatti ben presto passati ad affrontare la questione dei profughi di Angola, Congo, Rwanda, Burundi e altre comunità africane.

Le iniziative varate nel corso degli anni hanno tra l’altro condotto alla costruzione della Lawrence House, una casa per i bambini abbandonati e gli orfani rifugiati. Nell’aprile del 2019 lo SCCT ha pubblicato la sua Journalist’s Guide to Reporting on Migration in South Africa, una guida per giornalisti che vogliono raccontare correttamente le migrazioni in Sudafrica.

L’Annual Report 2020 dello SCCT
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