Un luglio difficile per i marittimi a Cape Town

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A causa del lockdown è stata sospesa la visita alle navi e lo staff del centro Stella Maris della città sudafricana ha potuto fare poco per i lavoratori a bordo. Ecco il report, curato dal missionario scalabriniano e cappellano del centro padre Rico Talisic Almedilla

Il centro Stella Maris di Cape Town, in Sudafrica, è uno dei centri dell’omonima rete cattolica internazionale di supporto e assistenza spirituale ai lavoratori del mare. L’organizzazione è presente nelle piccole e grandi città portuali di cinquantanove paesi nel mondo ed è un punto di riferimento per i marittimi che, dopo lunghi periodi in mare con ritmi di lavoro estenuanti (la Chiesa ha dedicato loro l’annuale appuntamento della Sea Sunday, la Domenica del Mare), possono trovare qui accoglienza e riposo grazie alla sollecitudine dei cappellani.

Nella situazione estremamente critica prodotta dalla pandemia, l’isolamento e la fragilità dei marittimi sono aumentati. Tra i cappellani di Stella Maris c’è il missionario scalabriniano padre Rico Talisic Almedilla, vicario nella parrocchia Saint Agnes a Woodstock (che accoglie le comunità inglese, francese e portoghese).

Una situazione critica

Nel report di luglio 2021 dello Stella Maris di Cape Town, da lui curato, padre Talisic racconta che, a causa del lockdown dichiarato il 27 giugno 2021, confermato l’11 luglio e parzialmente ridotto il 24 luglio, le visite a bordo sono state sospese per tutto il mese. «Nessuno sa quando finirà questa terza ondata della variante delta, quante altre vite prenderà e come peggiorerà l’economia, la vita di tutte le persone del paese, compresi i marittimi e i pescatori che attraccano nel porto. Non c’è niente che Stella Maris possa fare per i marittimi e i pescatori in una tale situazione, se non aspettare nella speranza e pregare per loro affinché non siano infettati e colpiti».

Malgrado le restrizioni, portacontainer, petroliere e pescherecci hanno continuato ad andare e venire dal porto. Stella Maris ha registrato l’arrivo di un centinaio di navi. Con il rischio di infezione ancora alto, il servizio potrà essere ripreso pienamente solo dopo il completamento del ciclo di vaccinazione.

Il report riporta anche due importanti approfondimenti: un’interessante analisi del contratto standard col quale vengono normalmente assunti i marittimi filippini (che implica ad esempio un salario inferiore al dovuto) e la descrizione delle condizioni di vita a bordo. Per aggiornamenti, è possibile seguire il profilo Facebook Stella Maris Cape Town.

Scalabriniani a Cape Town

I missionari scalabriniani sono a Cape Town anche con lo Scalabrini Institute for Human Mobility in Africa (SIHMA), uno dei sette Scalabrini Migration Study Centers (SMSC) presenti nel mondo.

Padre Filippo Ferrero, direttore SIHMA è più volte intervenuto a conferenze e incontri per raccontare iniziative e attività di volontariato nella missione sudafricana, polo integrato che concentra tutti i servizi per i migranti offerti dalla congregazione, e come testimone della situazione socio-politica nello stato africano.

Stella Maris di Cape Town, il report di luglio 2021