Con i migranti a Cadice e Ceuta

I partecipanti a un corso fidanzati, appartenenti a un gruppo di nuova generazione emigrata a Basilea

A giugno gli scalabriniani sono arrivati nella Parroquia Nuestra Señora del Carmen di Algeciras, dove avrà sede la nuova missione in Spagna

I padri scalabriniani hanno avviato una nuova missione ad Algeciras, nella diocesi di Cádiz e Ceuta, una delle più importanti frontiere con il continente africano. Annunciata lo scorso anno, la presenza scalabriniana si è concretizzata a partire da giugno 2021 nella parrocchia di Nuestra Señora del Carmen. Qui padre Sante Zanetti, attuale consigliere regionale dei missionari scalabriniani di Europa e Africa, sarà il parroco, padre Jeff Noël il vicario parrocchiale e padre Livio Pegoraro il coordinatore del Secretariado Diocesano de Migraciones.

Il numero di luglio-agosto 2021 della rivista Scalabriniani ospita proprio la prima testimonianza dei missionari scalabriniani giunti in Spagna per questo nuovo progetto di assistenza ai migranti, con l’articolo Spagna: apertura della missione ad Algeciras, pubblicato nella sezione Missionarietà scalabriniana (pp. 10-11). Eccone alcuni estratti.

I primi passi

«Martedì 16 di giugno 2021, alla presenza di noi padri Sante, Livio, Jeff, il vescovo Rafael Zornora Boy ha firmato la convenzione tra la diocesi di Cádiz y Ceuta e la Regione Beato Giovanni Battista Scalabrini. L’ufficio diocesano di comunicazione si è incaricato di diffondere la notizia del nostro arrivo che diversi media religiosi, laici, hanno riportato. (…)

Ci siamo già attivati per conoscere persone e attività tanto nell’ambito parrocchiale come nella pastorale migratoria. Abbiamo incontrato padre Gabriel Delgado, direttore del segretariato diocesano di Migrazione di Cádiz y Ceuta; abbiamo programmato con lui una visita al vicario episcopale di Ceuta per conoscere con lui le caratteristiche della presenza migratoria e dell’azione pastorale da realizzare in Ceuta».

Si inizia a settembre

«Fin dal nostro arrivo siamo presenti in parrocchia e ci rendiamo disponibili alle attività pastorali in corso. La nostra attività a tempo pieno inizierà con il mese di settembre. Grazie all’impegno del parroco attuale, abbiamo trovato la casa pulita. La parte della residenza affidaci come casa religiosa, pur con alcune lavori già realizzati (una piccola cucina, un piccolo bagno, pittura di alcuni ambienti) purtroppo avrà bisogno di altri interventi per una sistemazione basica. (le finestre da cambiare, stanze da sistemare, mobilio indispensabile.)

In questi giorni come comunità abbiamo passato gran parte del tempo insieme per la documentazione nei vari uffici e la sistemazione di alcuni ambienti di casa (acquisti di alimenti, generi di prima necessità, abbonamento telefonico ed internet – sistemazione di alcune serrature di porte)».

Un posto giusto per noi missionari scalabriniani

«Le nostre prime impressioni: al nostro arrivo siamo stati accolti con cordialità; ci rendiamo conto della complessità della realtà migratoria attorno a noi e della sofferenza che genera nei nostri fratelli, sorelle migranti.

Siamo convinti che la nostra presenza può contribuire a promuovere attitudini, buone pratiche e politiche di rispetto e di fraternità; è un posto giusto per noi missionari scalabriniani per vivere il carisma specifico nel servizio di migranti tra migranti; è evidente che dovremo dedicare tempo all’ascolto e alla comprensione di questa nuova realtà e alla conoscenza delle persone con le quali collaborare».

Il numero 4/2021 della rivista “Scalabriniani”