Ciao, padre Arcangelo

I partecipanti a un corso fidanzati, appartenenti a un gruppo di nuova generazione emigrata a Basilea

Il 21 settembre 2021 è morto a cinquantanove anni padre Arcangelo Maira. I funerali si sono svolti presso la cappella del Centro Missionario in via Scalabrini 3 a Bassano del Grappa

Il 21 settembre 2021 è morto a seguito di una malattia padre Arcangelo Maira. Il missionario scalabriniano aveva cinquantanove anni e si trovava a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. I funerali si sono svolti il 23 settembre presso la cappella del Centro Missionario in via Scalabrini 3.

Migrante fra i migranti

La notizia della scomparsa del missionario che ha svolto il suo ministero in Svizzera, Italia, Mozambico e Germania ha destato molta commozione in quanti hanno avuto la possibilità di conoscerlo e ha avuto una naturale eco nel web. «Sono tanti i ricordi che ci legano a lui: uomo di fede, passione e sentimenti nobili, vero esempio del carisma scalabriniano – ha scritto in un suo post Facebook l’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS) – Migrante fra i migranti, ha ispirato tanti giovani che negli anni hanno avuto il privilegio di conoscerlo durante i campi di volontariato Io Ci Sto in Puglia e nelle diverse missioni dove ha lavorato con amore al fianco dei nostri fratelli e sorelle migranti. È difficile, oggi, immaginare un mondo senza la sua forza, ma il suo esempio di vita resterà dentro tutte le creature che su questa Terra hanno incontrato il suo sorriso».

Proprio di Io Ci Sto, l’esperienza di servizio che i missionari scalabriniani organizzano da più di trent’anni in provincia di Foggia, padre Arcangelo ha più volte parlato in tv. Ad esempio nel 2014, in una puntata di Gazebo. O nel 2015 quando, da direttore dell’Ufficio Migrantes di Manfredonia, è stato ospite della trasmissione Siamo noi, su Tv2000 per parlare della drammatica situazione dei migranti nel grande ghetto di Rignano Garganico e della Pista di Borgo Mezzanotte che, saputo della sua scomparsa, gli hanno anche tributato un saluto.

Lo ricorda anche l’amico Michele Illiceto, che ha scritto «Era malato di vangelo, con una grande passione per l’umanità, specie per gli esclusi e gli ultimi, in modo particolare secondo il carisma del suo fondatore, per gli immigrati e i nomadi, i sena patria. A tutti egli dava un riparo e un rifugio, per far sì che tutti si sentissero a casa accolti, abbracciati. Era un costruttore di ponti, un nomade e forestiero che stava bene ovunque e con chiunque».

Al termine delle esequie il feretro è stato portato a Basilea, nella cui chiesa di Sant’Antonio si svolgerà il 27 settembre una Messa esequiale. Le spoglie del caro padre resteranno nella città svizzera. L’8 ottobre 2021 alle 18,00 sarà poi celebrata una Messa in ricordo di padre Arcangelo anche nella chiesa scalabriniana di Saint Agnes, a Cape Town in Sudafrica, dove il missionario ha svolto parte del suo ministero.