SIHMA: ecco il report 2020

I partecipanti a un corso fidanzati, appartenenti a un gruppo di nuova generazione emigrata a Basilea

È disponibile online il report sulle attività condotte nell’ultimo anno dal centro studi sulle migrazioni di Cape Town diretto dallo scalabriniano padre Filippo Ferraro

Lo Scalabrini Institute for Human Mobility in Africa (SIHMA), uno dei sette centri scalabriniani di studio sulle migrazioni, ha recentemente pubblicato il suo 2020 Annual Report, il rapporto ufficiale che illustra le principali attività e i progetti condotti lo scorso anno. L’impossibilità di organizzare eventi in presenza e l’uso esponenziale delle nuove tecnologie ha spinto il centro studi di Cape Town a puntare su webinar e collaborazioni virtuali che, accanto agli stage a distanza, hanno permesso di continuare le attività di ricerca favorendo lo sviluppo di una nuova strategia comunicativa.

Dietro lo schermo

«Tante persone hanno dovuto trovare uno schermo, un riparo, una protezione da un nemico invisibile e terribile – scrive nel suo messaggio di introduzione il direttore del centro, lo scalabriniano padre Filippo Ferraro Il virus è stato indiscriminato, ma è anche vero che migranti, rifugiati, sfollati e persone in movimento in generale hanno pagato un costo elevato. Dietro le quinte queste persone affrontano disagi, barriere e rischi che si sommano. La loro vita quotidiana è più complicata rispetto a prima della pandemia».

Il report mostra i risultati raggiunti dal centro nel promuovere la conoscenza delle dinamiche della mobilità umana. Un impegno a valorizzare l’opportunità rappresentata dall’arricchimento interculturale e dall’integrazione. Dopo una prima sezione in cui viene ripercorsa la storia della presenza dei missionari scalabriniani in Africa e vengono presentati la squadra di lavoro e i partner, si passa ad approfondire le quattro aree di lavoro del SIHMA: Research, Publications and Journal, Training and Capacity Building e Events, Network and Media.

Accanto alle pubblicazioni, tra le quali spicca l’African Human Mobility Review (AHMR) fondata nel 2015 e accreditata presso il Department for High Education and Training, vengono segnalate alcune ricerche. Tra queste, lo studio Covid 19 and the Securitisation of South African Borders: the Case for an Inclusive Response, di Ella Weldon. O ancora Only One Home, ovvero #UnaSolaCasa. L’umanità alla prova del Covid-19, l’International Migration Report frutto di una ricerca intercontinentale su pandemia e migrazioni che testimonia «le azioni intraprese dal network scalabriniano e in generale dalla Chiesa e dalle organizzazioni cattoliche per smussare in tutti i continenti la durezza della congiuntura epidemica aiutando le frange più deboli delle popolazioni, in particolare i rifugiati e gli emigrati (economici, politici, per ragioni ambientali)».

Il SIHMA offre formazione a istituzioni, organizzazioni e individui per comprendere meglio la relazione tra gli aspetti etici della migrazione e diritti umani e per studiare come le cornici politiche incidono sulle politiche di migrazione e sviluppo; tra le iniziative promosse, il report ricorda One Stop border Post and The Official identity Management Policy of DHA, condotta in collaborazione con la Southern Africa Catholic Bishops’ Conference (SACBC).

SIHMA: cos’è e cosa fa

Istituito nel 2014 con sede a Cape Town, in Sudafrica, lo Scalabrini Institute for Human Mobility in Africa è un’organizzazione no profit di pubblica utilità. Oltre ad organizzare seminari, conferenze e corsi di formazione, ciascun centro di studio pubblica libri e una propria rivista specializzata. Quella del SIHMA, come già detto, è l’African Human Mobility Review. L’istituto fa anche parte dello Scalabrini International Migration Network (SIMN), la rete globale che raccoglie più di 250 entità coinvolte in attività e servizi vari per aiutare le persone in movimento in tutto il mondo.