#WeCareForPeople

I partecipanti a un corso fidanzati, appartenenti a un gruppo di nuova generazione emigrata a Basilea

L’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS) ha lanciato una nuova campagna a livello mondiale chiamata #WeCareForPeople. C’entrano le encicliche “Laudato si’” e “Fratelli tutti” di papa Francesco e una pluridecennale storia di iniziative di solidarietà

Si chiama #WeCareForPeople la nuova campagna appena lanciata dall’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS) per raccontare le persone al centro delle sue iniziative di solidarietà. «Perché sono loro in vero motore, il fulcro dei nostri progetti si legge sul sito di ASCS Perché come ci ha ricordato più volte lo stesso papa Francesco, “non si tratta solo di migranti, si tratta di tutti noi».

Riscoprire la parola “prossimo

E proprio dalle parole del Santo Padre prende spunto ASCS per presentare il nome della sua campagna. Da quelle contenute nell’enciclica Fratelli tutti, che spinge verso un nuovo sogno di fraternità (We) e di amicizia sociale da fare insieme; e da quelle contenute nella Laudato si’, che offrendo un paradigma dell’ecologia integrale, implica il prestare attenzione (Care) ai molti legami tra ecologia, economia, politica, cultura, etica, spiritualità, in un continuo confronto con la realtà.

«Di fronte ad una società iperconnessa – si legge nel comunicato di presentazione della campagna WeCareForPeople – papa Francesco invita a riscoprire la parola “prossimo”, qualcuno, qualcuno di cui prendersi cura, il “noi” che abita la casa comune (People), una comunità capace di accogliere e promuovere le differenze, di rispettare l’unicità e i diritti di ciascuno, di contribuire, insieme, alla costruzione di una società più giusta».

Le encicliche di papa Francesco e gli scalabriniani

Scritta nel 2015 e resa pubblica l’anno successivo, Laudato si’ è la seconda enciclica di papa Francesco , ed è già stata fonte di ispirazione di alcuni importanti progetti internazionali. Tra questi, The Future of Work, Labour After Laudato Sì, che ha visto riunite associazioni, movimenti, comunità, conferenze episcopali, centri sociali e università perpromuovere l’attuazione dei suoi obiettivi in settori legati al mondo del lavoro.

Tra le ricerche c’è anche quella commissionata dall’International Catholic Migration Commission (ICMC), a tre dei sette centri appartenenti alla federazione dei centri studio G.B. Scalabrini sulle migrazioni (lo Scalabrini Migration Center –SMC) di Manila, lo Scalabrini Institute for Human Mobility in Africa – SIHMA) di Cape Town e il Center for Migration Studies – CMS di New York), che nel 2020 hanno pubblicato in contemporanea dei rapporti sul futuro del lavoro per i migranti.

Fratelli tutti è l’enciclica successiva, scritta e pubblicata nel 2020, e contiene numerosi e sostanziosi richiami al mondo delle migrazioni, al quale dedica in particolare una parte del secondo capitolo e tutto il quarto («Le migrazioni costituiranno un elemento fondante del futuro del mondo», «Comprendo che di fronte alle persone migranti alcuni nutrano dubbi o provino timori. Lo capisco come un aspetto dell’istinto naturale di autodifesa. Ma è anche vero che una persona e un popolo sono fecondi solo se sanno integrare creativamente dentro di sé l’apertura agli altri»).

Il testo indica alcune indispensabili soluzioni per chi fugge da gravi crisi umanitarie, come la semplificazione della concessione di visti, l’apertura di corridoi umanitari e l’offerta di lavoro e formazione, e i suoi contenuti sono stati presentati anche in un SIMI Talk (video interviste con esperti nel campo della mobilità umana promosse dallo Scalabrini International Migration Institute – SIMI) moderato da padre Gabriele Beltrami, direttore dell’Ufficio Comunicazione Scalabriniani (UCoS) con Laura Zanfrini (docente di Sociologia delle migrazioni all’Università Cattolica del Sacro Cuore) e padre Camillo Ripamonti (presidente del Centro Astalli).

I due testi «mostrano come c’è un legame concreto tra tutti anche se non ci pensiamo o non ne siamo molto coscienti» (ebbe a dire il cardinale scalabriniano Tomasi a pochi giorni dalla sua elezione) e, come spiega il comunicato di presentazione della campagna WeCareForPeople, «spingono a riconoscersi fratelli su questa terra e nella nostra casa comune, così da mettere in atto un deciso cambio di rotta e costruire un mondo più giusto per tutti».