“Il Civico Giusto” nella parrocchia del SS. Redentore

Nel quartiere di Val Melaina a Roma una targa ricorda il coraggio di parroco e viceparroco che, durante l’occupazione nazifascista, salvarono diverse vite umane, tra cui quella di Emilio Colombo
Durante l’occupazione nazifascista don Adolfo Petriconi e don Parisio Curzi, due sacerdoti diocesani che erano parroco e vice-parroco della chiesa del SS. Redentore nel quartiere romano di Val Melaina, nascosero alcuni perseguitati politici salvandogli la vita, tra cui il futuro padre costituente Emilio Colombo, che divenne anche presidente del parlamento europeo. Oggi a ricordare quella storia, svoltasi quando il quartiere di Val Melaina era la periferia romana, c’è una targa frutto dell’iniziativa Il Civico Giusto.
Una tradizione di solidarietà
Il progetto Il Civico Giusto ha l’obiettivo di offrire visibilità a un luogo in cui «qualcuno ha disobbedito a un violento ordine esterno per lasciar prevalere una rischiosa disposizione interna: proteggere un perseguitato ed esporsi alla persecuzione – si legge sul sito ufficiale – la maggior parte di queste coraggiose persone ha tenuto per sé gli avvenimenti, ritenendoli comportamenti “normali” in una situazione eccezionale di cui non valeva la pena parlare».
L’iniziativa, ideata da Paolo Masini, presidente dell’associazione Roma Bpa – Mamma Roma e i suoi figli migliori, è condotta con il contributo della commissione europea. Inquadrando con lo smartphone il qr code sulla targa posta all’ingresso della chiesa, opera dello scultore Dante Mortet, si viene indirizzati a un breve documentario che racconta nel dettaglio questa storia, un’ulteriore testimonianza dell’impegno corale per la solidarietà in una parrocchia che è ancora oggi esprime accoglienza nelle sue iniziative, come la Mensa della Carità.